Chi sono

Utente: PetraPetrova
Nome: Chiara Petrucci
Chi sono...mmmh..di certo non sono una donna fatale come la foto lascerebbe supporre...al contrario, sono tranquillissima e alla mano.. adoro ridere e scherzare, il mio unico modo di relazionarmi con gli altri è..spontaneità. Pure troppa a volte. Mi piace stare con gente simpatica, adoro le feste, perchè si mangia si beve si balla, tutto gratis...decisamente meglio che girare per locali...Infatti adoro anche le cene in compagnia, cibo e vino..insomma la vita va goduta credo! Sono una romanticona:credo nei sentimenti, nelle persone, a dispetto dell'età e di quello che vedo in giro credo ancora all'amore...quello bello, sincerità simpatia divertimento, attrazione (te pare facile!).... beh sono un'idealista insomma. Mi piace sentir musica, leggere libri, andare alle mostre, ai concerti..e se una cosa mi piace davvero mi emoziono tantissimo, fino alle lacrime.

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mercoledì, 11 aprile 2007

INTERCULTURA

Litorale romano. Località balneare alto borghese. Pranzo pasquale al ristorante, per una  famiglia della  Roma bene. La famiglia per l’occasione è in composizione allargata…coppie con figli, nonni e zii single. Una coppia ha due bambini in età da elementari, un’altra due ragazzi adolescenti o post- adolescenti, un maschio ed una femmina. Tutta la tavolata è ben vestita ma senza eccessi, quel casual-chic  naturalmente elegante con cui si rilassa l’alta borghesia quando non è costretta dalla professione o da serate di circostanza ad indossare abiti decisamente più formali. Un look semplice, nessuna indulgenza ad un lusso che sarebbe solo cafone  e fuoriluogo , alle ore 13.00  in un tranquillo ristorante fuori città. Tutti sembrano felici, o forse lo sono davvero. O semplicemente sono abituati ad esserlo, in queste occasioni. I bambini di sicuro sono gli unici ad essere veramente contenti, specie quando gli viene permesso di recitare le poesie imparate a memoria in occasione della Santa Pasqua.  I fanciulli liceali sono due virgulti. Hanno un bel viso, un bel corpo, atteggiamento sicuro di sè ed hanno già appreso a comportarsi con ipocrisia quanto basta da far finta di essere felici di ritrovarsi lì a quell’ingozzata per quaglie. Lui ha le braccia con bicipiti pompati, che ostenta strizzati dal giromanica di una Lacoste verde, forse di una taglia in meno di quella giusta per lui, portata con colletto alzato sulla nuca. La sorella ha i capelli sciolti, vaporosi, un corpo ben modellato, sottolineato da una maglietta e una gonnellina morbide ma al tempo stesso aderenti. I piedi sono nudi, indossa solo un paio di sandali, anche se non fa propriamente caldissimo. Lei si guarda in giro, a tratti conversa con aria cordiale, tentando di occultare la noia ed il fatto che mangia il meno possibile per evitare di inquartarsi. Il maschio è invece carismaticamente attratto dall’uomo alla sua sinistra, un probabile zio scapolo, rilassato dentro il suo maglione di cachemire e i mocassini timberland vecchio stile. L’uomo passa probabilmente per la persona colta e anche vagamente controcorrente della famiglia. Alternativo, quasi, si potrebbe dire. Il classico esempio del fatto che “la cultura non è solo appannaggio della sinistra, che se ne è infidamente appropriata…anche molta gente di destra sa tutto di musica, arte, letteratura”. Il fascino della cultura indubbiamente colpisce anche l’uomo alla destra del ragazzo -forse il padre- che è anche lui  attentissimo a quanto dice il loro mentore. Che dapprima esalta una canzone: “hotel california”..il ragazzo non la conosce, forse anche legittimamente, data la giovane età…sottolineo il forse. L’altro uomo annuisce vagamente, al nome Eagles. Il ragazzo sposta poi con entusiasmo la conversazione in ambito letterario. Inizia a tessere le lodi di Jonathan Coe, del quale ha letto solo la casa del sonno e  la banda dei brocchi.  Lo trova geniale, i suoi intrecci, i suoi richiami sibillini ed inaspettati…mentre parla si esalta. E’ felice di poter mostrare all’insigne parente che anche lui conosce cose di cultura di nicchia. Dice di voler leggere la famiglia Winshaw, che a quanto gli hanno riferito è il capolavoro dell’autore…Il vate annuisce con aria ascetica, ed inizia a enunciare  e recensire tutti gli altri libri di Coe che lui ha letto ed il nipote no.  In quel momento, un’altra voce maschile si leva dall’altra parte del tavolo e tenta di inserirsi nella conversazione letteraria, cercando di dare il suo apporto: “a me sapete cos’è che m'è piaciuto molto?!? Vengo a prenderti...mhmm...ehm… ”  ...   “ti prendo e ti porto via!!!” risponde una voce femminile poco distante. “ecco, sì quello! Proprio tanto!” Ma il nostro trio snobba alla grande la letteratura nostrana. Il guru in particolare preferisce scrittori impegnati: “non so se conoscete uno dei miei autori preferiti, YOSCHUA”. Gli  altri due, sconsolati, fanno cenno di no con il capo. Ma il ragazzo, per cercare di guadagnare di nuovo punti agli occhi dello zio si lancia in una congettura: “ummh..YOSCHUA…dal nome sembra ebreo!!!”. Il colto lo corregge: “israeliano”. Il giovane, nonostante la precisazione, è contento di aver indovinato, e poi afferma, sorridendo: “beh, sì, la letteratura non è razzista!”.

postato da: PetraPetrova alle ore 15:56 | link | commenti (3)
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Commenti
#1    17 Aprile 2007 - 12:19
 
Bel quadro, mi è proprio piaciuto. Ma tu chi sei nella famiglia? L'adolescente fica?
utente anonimo

#2    18 Aprile 2007 - 00:17
 
Tu piuttosto chi sei che non ti sei firmato?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PetraPetrova

#3    19 Aprile 2007 - 16:18
 
ho come l'impressione che sia una spettatrice inconsapevole...
bacio
mela
utente anonimo

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