Petra's page
Hai appena finito di cenare. Vai a controllare a che punto stanno i dischi che stai scaricando. Ti accorgi che uno finalmente è completo. Lo senti subito, per capire se è quello che volevi: non sei sicura di aver scaricato la cosa giusta. L’avevi sentito solo una volta. Ti avevano detto che erano un famoso chitarrista ed un altrettanto famoso contrabbassista. Questo cd era partito in sottofondo. Aveva reso più intima una notte in una casa ancora sconosciuta. Di una persona quasi sconosciuta. Ti erano rimaste impresse le note dell’ultimo brano. Le avevi ascoltate in silenzio, mentre lui si era appena addormentato. Poi il silenzio. Avevi continuato a guardarti intorno, gli occhi ormai abituati alla semioscurità guardavano con timidezza il bagliore proveniente dalla finestra, le sagome dei pochi mobili nella camera quasi spoglia, il profilo di quel corpo esplorato da poco. La muscolatura definita, la pelle scura e levigata. Il suo braccio che ti teneva stretta a sé. Poi ti eri addormentata. Anche se era quasi un estraneo, accanto a lui eri comunque serena, ed eri sprofondata in un sonno tranquillo. Poi la vostra storia era proseguita: non per tanto, nemmeno per poco… il tempo sufficiente per diventare familiari l’uno all’altra. Di passare altre notti insieme, di conoscere reciprocamente l’intimità di ciascuno, e costruirne una insieme. Il tempo di associare quella persona al suo odore. Anche se il suo profumo non ti piaceva: glielo dicevi sempre, lo prendevi sempre in giro su questa cosa. Infatti quel tempo era stato sufficiente anche per passare tanti bei momenti insieme. Per divertirvi, ridere, scherzare. Per capire che potevate stare bene insieme. Molto. Ma forse non era stato sufficiente per innamorarvi. Per quello ancora no. E’ finito tutto prima. Non sai il perché, non lo sa neanche lui, ma così com’è iniziata, da nulla, è finita. Senza lasciare grossi strascichi o grosse pene. Quelle le avevate dedicate ad altre persone. Adesso vi sentite o vedete ogni tanto per un saluto, vi fa piacere perché avete entrambi un buon ricordo dell’altro. Senza magoni o esaltazioni. Ma stasera hai sentito quel disco. È proprio quello. Hai riconosciuto subito le note dell’ultima canzone. Ti hanno riportato con la mente a quella notte. L’unica in cui sei stata in casa sua, in verità. Le altre le avete sempre passate da te. Piano piano inizi a piangere. Lacrime in silenzio, mentre quelle note continuano. Ti assale la nostalgia di quella notte. Di quella persona. Ti accorgi che con lui stavi davvero bene. Che gli volevi bene. Che vorresti ancora attaccare il telefono ridendo, al pensiero delle stupidaggini che vi siete appena detti Delle battute in romanaccio. Vorresti ancora decidere il posto per bervi un bicchiere di vino insieme, pensandoci mezz’ora per poi ridurre la scelta sempre a San Lorenzo o al pigneto, gli unici posti più o meno equidistanti da entrambi. Perché abitate dalla parte opposta di Roma l’uno all’altra. Ti eri persa, per tornar da casa sua, da una zona che non conoscevi per niente, quella volta. Vorresti ancora essere in enoteca, a raccontavi un po’ di voi, a conoscervi. E appena usciti abbracciarvi un attimo per strada, come due sedicenni. A volte capitava, e ci ridevate su. Pensi che è durato tutto troppo poco. Non sai se sarebbe potuta andare diversamente. E’ andata così. Quello che sai è che adesso, per voi due, vorresti un nuovo incontro. Un altro, ma con la stessa purezza del primo. Ma sai anche che non ci sarà mai.
