Petra's page

Un week-end “Come Dio Comanda”
"Per quanto mi riguarda… erano mesi che io e Mela avevamo in programma
questa incursione insieme in quel di Torino. L’intento originario che ci
muoveva era il tentativo di approccio con Samuel e Boosta... obiettivo
che avremmo perseguito anche insinuandoci in quel di Casasonica. Nelle
more organizzative, noi ci siamo un po’ demotivate nei confronti
dell’intento che faceva molto “giovane”, Boosta si è quasi sposato con
Fernanda Lessa, e Samuel ha fatto perdere al mondo del gossip le sue tracce… ma
in un modo o nell’altro, siamo riuscite a portare a termine il nostro
progetto. All’indomito duo Petra-Mela si è aggiunta un’amica, Fiammetta,
attirata dal nuovo obiettivo del viaggio: la fiera del libro, a metà
maggio. Anche qui, l’idea di cercare contatti per spingere racconti o per
aprire bibliobar, è stata subito abbandonata a favore dell’inseguimento
di un altro idolo: Niccolò Ammaniti. Ebbene sì, lui è romano, abita
pure dalle parti mie, ma sono dovuta andare fino a Torino per sentirlo
parlare di persona. E ne sono stata davvero felice. Abbiamo fatto belle
cose nel weekend, siamo state davvero bene, abbiamo persino scoperto che
Giancarlo, quello dei murazzi, s’è aperto un magazzino –un altro
locale- dall’altro lato dei murazzi, appunto… ma tutto, almeno per quanto mi
riguarda, quasi scompare davanti all’incontro ravvicinato con lo
scrittore. Anche perché ce lo siamo sudate. Infatti, sul programma della fiera
l’avviso dell’obbligo di prenotazione per sentire le conferenze era
scritto tipo quelle clausole quasi minuscole con cui tentano di negarti
il diritto di recesso nei contratti di vendita porta a porta di enciclopedie o
aspirapolveri. E noi ovviamente non l’abbiamo notato. Ma
arrivate davanti alla sala della conferenza…"
“… arrivate davanti alla sala blu abbiamo notato subito il tipo in giacca e cravatta con l’auricolare
che piantonava la porta. Ci siamo date un’occhiata giusto il tempo di capire che il tipo da
corrompere era lui. Il tipo era incorruttibile ma molto molto gentile (come tutti i ragazzi Torinesi
devo dire… che a onor di cronaca sono anche piuttosto bellocci! Ma questa è un’altra storia…),
dicevamo, l’incorruttibile ma gentile ci ha consigliato di piantonare la posizione perché in genere
all’ultimo momento chi ha il biglietto non viene o non entra e quindi ci poteva far entrare.
In pochi minuti all’ingresso della saletta si è andato formando un discreto numero di persone,
con biglietto e senza, io e Petra continuavamo a piantonare la transenna. Che buffo!
Entrambe abituate ad aggrapparci alle transenne per i concerti ci siamo trovate a dover
difendere con le unghie la nostra posizione per vedere uno scrittore… la cosa non ha fatto che
riempirci di un sano e gioioso stupore! Ma come ogni impresa eroica che si rispetti, proprio
a 5 minuti dall’apertura delle porte, è intervenuto il fato… una signora alle mie spalle ha pronunciato
le parole magiche – chi vuole un biglietto? – con le parole ancora nell’aria mi sono girata
di scatto – Io!!!!! – ed ecco! Avevamo un biglietto! Beh, pensiamo, adesso le possibilità di
entrare aumentano notevolmente. Abbiamo pianificato il tutto, avremo aspettato che entrassero
quelli col biglietto e poi saremo entrate insieme con un unico biglietto (o entrambe o nessuna!),
ma mentre la gente comincia ad entrare, il tipo alla porta fa – Qui c’è un biglietto in più che
la signora a rinunciato – e lascia cadere il biglietto… ovviamente è nostro!!! Secondo biglietto
ottenuto entriamo e ci godiamo il nostro Niccolò. Finalmente. Entrambe beate di poter sentire
il nostro idolo parlare dei suoi libri, di scrittura, della sua vita, entrambe col sorriso ebete di chi
rimane soddisfatto nel vedere che una persona è esattamente come te la immaginavi
dai suoi libri… le ore scorrono e se non avessero fatto letteralmente evacuare la sala
saremo state ad ascoltarlo tutto il giorno… che bello! E così, vagando per gli stand alla
ricerca di chicche letterarie e nuove case editrici, ubriache di Niccolò e ancora rintronate
dalla nottata ai Murazzi, abbiamo finito il nostro bellissimo week-end Torinese... potrei dire
di essere delusa dal non essere riuscita a vedere Samuel, potrei dire che avrei voluto fare tante
cose ma come sempre il tempo è tiranno… potrei… invece dirò solo che siamo state bene, che
il salone del libro mi ha entusiasmato come una bimba la mattina di Natale, che Torino è stupenda
e lasciarla è sempre doloroso e che questo blog a quattro mani mi ricorda l’ultimo libro che ho
comprato: “Manituana” dei Wu Ming, e a questo proposito citerò un colloquio via msn:
m - oh potremo scrivere un post su torino insieme –
p - si
p - ammazza originali
p - non lo fa nessuno…
m – cosa?
p – di scrivere i libri a quattro mani…
m – i libri si ma i post no
p – mmm…
p – quanto stiamo avanti!
m – anfatti “
“ebbene sì, aggiungo che più avanti di noi c’è solo Giancarlo, che s’è aperto pure il magazzino…”
Certo che ne ho fatta di strada…e chi se l’aspettava, viste le mie umili origini. Sono nata di notte, in un capannone buio e umido di bangkok. Le mani di una bambina tailandese hanno tagliato il pezzo di plastica blu elettrico, applicato i ganci e i bottoni, rifinito alla meglio le cuciture…ed eccomi qui. Una cinta stile anni ’80. Hanno detto che sarei tornata di moda. Sono stata messa subito in vendita in una bancarella, al mercato principale della città. Ho aspettato un po’ ma alla fine sono stata comprata insieme ad altre mie simili da una ragazza straniera. Sono stata chiusa con loro in uno scatolone per tanto tempo, sentivamo che ci spostavano in continuazione, ma non sapevamo dove fossimo dirette. Si mormorava che saremmo arrivate in europa. Nemmeno sapevo cosa fosse, l’europa , a quei tempi. Dopo un lungo viaggio, l’ho scoperto. Sono arrivata a Roma, accolta dalla stessa ragazza che ci aveva comprato in tailandia. Ci ha portato a tutte in piccolo negozio al centro della città. Anche lì sono stata tanto tempo. Ma era tutto diverso dai tempi di bangkok. Lì stavo su un banco polveroso, in mezzo alla strada, e la gente che vedevo passare non era felice. Qualcuno si, ma era solo la gente straniera. Qui mi hanno sistemato da sola, sopra una sedia, in mostra dietro un vetro. Con tanta luce. Mi hanno addirittura attaccato un pezzetto di carta con un prezzo solo per me. La gente che passava si fermava a guardarmi. Ci sono rimasta qualche mese, poi mi hanno spostato. Mi hanno messo all’interno del negozio, sopra un tavolino. Vicino una collana, anche lei di plastica. Nel frattempo, hanno sostituito il biglietto col prezzo. Vedevo tanta gente entrare. Molti mi toccavano, mi guardavano, ma poi mi rimettevano sempre a posto. Sentivo il loro discorsi., a volte parlavano di me, a volte della loro vita. Vedevo la ragazza che mi ha portato qui in Italia Si chiama Sabrina. A volte c’era anche un’altra ragazza, ma molto spesso lei è qui da sola. E quando sta sola, parla al telefono. Non sembra felice. Quando finisce di parlare si mette a piangere quasi sempre. Poi si alza e inizia a sistemare tutto. Un giorno la collana accanto a me se n’è andata. È stata portata via da un signore, dopo che Sabrina l’ha avvolta in una carta colorata, che ha fermato con un nastro. Quando il signore è uscito, lei ha messo un’altra collana vicino a me. Poi mi ha guardata per un po’, mi ha presa e mi ha portata via. Questa volta sono stata messa al piano di sotto, in una stanza fredda e buia, su uno scaffale, e anche lì son rimasta tanto tempo. Ogni tanto Sabrina veniva a prender qualcosa lì sotto e la portava via, di sopra, ma io restavo sempre lì. Non vedevo quasi nessuno. Solo lei, qualche volta. Finchè, un giorno, mi ha preso e riportata di sopra: mi ha sistemato accanto ad un vestito viola. Di nuovo dietro al vetro. Di nuovo
Mi riaffaccio sul mio blog, tralasciato da un po’ di tempo per motivi –era ora- di impegni, con un commento ad un articolo che ho letto su repubblica.it.
È al riguardo delle elezioni presidenziali francesi. Riporto in seguito l’articolo, chiosato al volo con mie riflessioni, peraltro inutili, ma che mi vengono dal cuore.
PARIGI - Il leader dell'estrema destra Jean-Marie Le Pen ha invitato i suoi elettori ad astenersi al secondo turno delle presidenziali, in programma domenica. Le Pen ha ottenuto al primo turno il 10,44% dei voti.
Direi che questa cosa è decisamente grave. Come se da noi
"Non dobbiamo assumerci alcuna responsabilità nella scelta: rimangono in lizza due candidati rappresentanti di quei partiti che hanno trascinato alla rovina
Non me lo ricordavo. Ma è decisamente grave anche questo.
I sondaggi continuano a dare Sarkozy in vantaggio: il candidato conservatore avrebbe il 52%, contro il 48% della socialista Royal. Gli esperti ritengono che il 60% degli elettori di Le Pen voterà per Sarkozy.
E qui…ma ci volevano degli esperti per capire che gli elettori di estrema destra non daranno il loro voto al candidato socialista??????????? Vabbè.
Spero di tornare presto al blog magari con qualche racconto…